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DALLA SERIE: Vero o Falso?

Da tempo mi diverto dipingendo falsi d’autore, immagini di giornale, foto e ricordi che riproduco fedelmente, lasciando intravedere piccoli dettagli che servono al visitatore per giocare con me.

E’ qualcosa di infantile, lo riconosco,  però  a me piace. Ancor oggi, che l’età matura m’impone una più severa e consona rappresentazione di me stesso, approfitto nell’ambiguo gioco dell’apparenza. Siamo portati un po’ tutti a voler capire e giudicare tutto ciò che vediamo o ascoltiamo in un attimo; la vita frenetica ci ha imposto determinati tempi e modi interpretativi con i quali ciascuno nei confronti dell’altro deve fare i conti. E qui si aprirebbe un’altra porta quella dei “ prevenuti” di ogni sorta, che tralascio per non annoiare.

VER0 O FALSO

9 ottobre 2015

VERO O FALSO

Che cosa è?
Una foto attaccata sulla tela, o il solito gioco dove bisogna scoprire la verità sugli equivoci pittorici che le nuove tecnologie ti offrono in campo artistico?

Il dubbio “Amletico” si propone, anche nelle piccole cose della vita, quando, con un quadro , si vuole rappresentare la gioia del colore e del gusto prelibato delle ghiottonerie di mare pugliesi. Ho preso in giro anche mia moglie: a mia insaputa l’ho colta mentre col dito accertava che “quello” dipinto, fosse davvero nastro adesivo.

E poi, è mai possibile che ci siano ancora ricci così pieni nel nostro Adriatico? Nonostante tutto, rispondo di sì: ecco perché li ho dapprima aperti, poi fotografati e poi riprodotti nella più esasperata fedeltà. Meritavano tutta la mia attenzione.

Troverò altri ricci così pieni e gustosi ? e chi lo può dire: il mare, seppure inquinato, ha la capacità di rinnovarsi; perché non sperare e immaginare che nel buio dilagante del nostro tempo, qualcosa di colorato e profumato sulle nostre tavole ci sarà.

E’ pur vero che a non tutti piacciono i ricci, ma vederli aperti, con il loro frutto che sfuma dall’arancione al rosso vivo, dal bianco latte al giallo, sono una vera esplosione di gioia per la vista e per il palato; attenti però, perché hanno le spine, sappiate che possono anche pungere , se non si porta loro il dovuto rispetto nel prenderli.

Michele Armenise

22 febbraio 2015

Siamo tutti artisti…cosa ne pensi?

Lo spirito dell’artista regna in ogni uomo, i più fortunati riescono ad esprimerlo, altri lo conservano timidamente nel proprio intimo, quasi a temere il  suo riconoscimento.

L’arte è effimera, sublime; chi l’esprime o la gode, vive la pienezza d’animo che ti riconcilia con il bello, la natura, il mondo, facendoti dimenticare il quotidiano vivere.

Questo  concetto, frutto delle mie molteplici riflessioni mi porta  a chiedere:  in un tempo, dove contano soprattutto i “numeri dell’avere”, dove l’inquinamento delle cose e della gente contagia l’umanità e la natura è possibile esprimersi ancora ArtisticamenteChi sono questi  fortunati ? come e di cosa vivono? Quanto  conta per ognuno di essi la conoscenza di critici o galleristi di chiara fama ? E’ giusto che questa società così selettiva e competitiva, finisca nel sopprimere la gioia espressiva  di tanti  talenti giovanili?

COSA NE PENSI?

15 luglio 2013

Quanto conta il dettaglio in un quadro?

Il dettaglio in un quadro è un mondo a se.

E’ un microcosmo di interpretazioni, in cui l’artista talvolta ci entra  e si identifica, approfondisce, analizza, studia l’elemento quasi a voler possedere lo stesso DNA,  quello che gli permette poi di risalire soddisfatto a tutta l’opera.

Cosa porta l’artista a cimentarsi con questo mondo? perché non tralascia il “particolare”  per concentrarsi sull’attore principale che costituisce il soggetto dell’opera?

Forse è spiegabile con un esempio: nella vita, cose oggetti persone, assumono una importanza diversa le une dalle altre a seconda delle circostanze e contesti ambientali e storici in cui ci si trova, l’artista ne coglie la sintesi e la riproduce a suo modo nell’opera.  Ed ecco che Il tempo, ovvero il contesto, gioca un ruolo determinante per la scelta degli “attori”.

L’autore  incornicia, assembla sulla tela, decide cosa mettere al centro e ai lati e valorizzandolo con la Luce ed l’ombra più adatta alla “parte”. Teatro, quadro, racconto, tutte le arti si mescolano per il piacere del visitatore che ne giudicherà pregi e difetti.

A questi ragionamenti di natura filosofica, si possono contrapporre altri squisitamente tecnici, o legati alla propria cultura pittorica. Ed ecco che dovendo rappresentare due papere che vanno a zonzo nel mare di Sifnos (Grecia), il dettaglio dei sassi assume alta rilevanza scenica rende giustizia alla trasparenza del mare che diviene più attore delle stesse papere. Ed ecco che un semplice sasso un umile dettaglio  diventa soggetto di pari dignità in un quadro che volutamente aspira a rivendicare la giusta e dovuta attenzione al microcosmo del dettaglio.

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